Nessun uomo è un’isola

“Nessun uomo è un’isola” ((John Donne, poeta inglese).

Nel grande oceano del mondo abbiamo bisogno di navigare insieme per raggiungere la meta che ci aspetta. Ognuno di noi è parte di quel mondo e insieme siamo un unico popolo, fatto di comunità differenti che, a volte si dividono altre si proteggono.

Anche l’azienda è una comunità, il luogo dove passiamo la maggior parte del tempo della nostra vita.

La pandemia ci ha costretti a trasferire il luogo di lavoro dall’azienda alla nostra casa. Stiamo lavorando a distanza, ognuno nel proprio improvvisato ufficio di casa; lavoriamo da soli e diventa perciò necessario adeguare la nostra organizzazione a questa nuova modalità. Fino ad oggi abbiamo sperimentato le criticità ma anche i vantaggi, dai quali possiamo trarre i suggerimenti per affrontare obiettivamente ciò che facciamo.

L’uomo è fatto per vivere in comunità; nessuno può vivere da solo perché ha bisogno di essere alimentato dalla presenza degli altri. Quando siamo in azienda, i momenti di pausa e la mensa, permettono di incontrarsi e scambiarsi opinioni e condividere argomenti lavorativi o extra lavorativi. Quando siamo a casa, dobbiamo accontentarci di bere un caffè virtuale fatto con la moka e un biscotto di consolazione. Il manager, da casa, deve guidare il team; gli obiettivi e le aspettative del risultato finale devono essere chiare a tutti i partecipanti perché dovranno organizzare le proprie attività in modo autonomo e più responsabile. Pianificare una riunione a distanza con il proprio team ha le sue criticità: occorre una buona piattaforma di collegamento, avere molta pazienza perché le infrastrutture non sono ancora adeguate per evitare i disturbi e le interruzioni. È necessario acquisire competenze digitali nuove, motivare il proprio team, confrontarsi e ascoltarsi con grande disponibilità. Nelle attività a distanza, è assolutamente necessario che i vari uffici siano interconnessi perché i colleghi possano interagire fra di loro e trasmettersi la documentazione necessaria. Dobbiamo aumentare gli spazi virtuali dove possiamo implementare gli archivi, eliminando, dove è possibile, la documentazione cartacea. Due diventano gli aspetti fondamentali: evitare di sentirci isolati nel nostro spazio, non sempre idoneo e mantenere i rapporti extra lavorativi con i colleghi, come quando si è presenti in azienda. Lavorando da casa abbiamo sperimentato anche diversi vantaggi che potrebbero essere utilizzati non solo nell’emergenza della pandemia ma anche nella normalità. Alcune attività, che prima venivano fatte all’esterno, potrebbero essere più efficaci svolte in modo virtuale.

Fondamentale è che i due piatti della bilancia, lavoro a distanza e lavoro in azienda, raggiungano lo stesso equilibrio e che i valori dell’appartenenza all’azienda continuino ad essere vissuti dai lavoratori affinchè si sentano membri della stessa comunità.