Il clima che cambia

“Il clima che cambia” è il titolo di un libro di Carlo Carraro e Alessandra Mazzai che ha ottenuto il premio speciale della Giuria al Concorso Nazionale di Letteratura Naturalistica “Premio Mayella”.

Basandosi sui risultati scientifici ottenuti da studi ed elaborazioni di calcolo di scienziati qualificati e dal supporto di Associazioni nazionali ed internazionali, che si sono occupati e stanno tutt’ora occupandosi del clima e dei cambiamenti in atto, i due scrittori hanno espresso considerazioni e suggerimenti importanti sui cambiamenti climatici e una sintesi dello stato dell’arte.

I ghiacciai artici si stanno sciogliendo, aprendo nuove rotte di navigazione; le ondate di calore, i periodi di siccità alternati a grandi piogge, tifoni, uragani e forti inondazioni, potrebbero alzare i livelli dei mari; la temperatura media globale si sta alzando da più di 100 anni.

Siamo in grado di affrontare i possibili rischi e cercare di ridurre la nostra influenza sul clima, di proteggerci? Abbiamo valutato i costi e la capacità di sostenerli?

Il Comitato ONU sul clima IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha fatto un lavoro colossale riuscendo a far parlare tra loro la scienza dell’atmosfera e dei mari, la geologia e l’ecologia, l’ideologia e la glaciologia, l’economia e la sociologia e di valutare le azioni delle diplomazie internazionali.

Oggi sappiamo molto del problema del cambiamento del clima e di come le nostre attività concorrono a modificarlo (combustione del carbone, gas e petrolio).

Possiamo dire che il cambiamento climatico è un problema del futuro? Sempre gli studi del IPCC ci invitano a riflettere: il nostro pianeta si è scaldato di poco meno di un grado come media globale. E stiamo andando verso un aumento della temperatura media del globo che, a fine secolo, potrebbe essere anche di 4/5 gradi centigradi, provocato dalle emissioni di biossido dì carbonio (CO2); il metano e il protossido di azoto, un importante gas serra e inquinante atmosferico, secondo l’EPA, provocherà un potenziale aumento del riscaldamento climatico pari a 310 volte più impattante in 100 anni dell’anidride carbonica per unità di massa.

È necessario un cambiamento delle abitudini: la facilità di utilizzo delle risorse energetiche, hanno portato comfort e salute. Le nostre case e gli ambienti di lavoro sono riscaldati e condizionati; il metano è stato portato nella maggior parte del territorio e la pubblicità ci spinge a consumare sempre di più. Soffermiamoci a pensare e a capire come, invece di consumare di più, possiamo consumare meglio. Lo sviluppo di una coscienza sociale deve partire da noi. Siamo un grosso popolo mondiale, che si muove proprio in questo tempo; aerei, droni, che già cominciamo a vedere navigare nei nostri cieli, vetture, mezzi di turismo e navi dedicate ai trasporti, incrementano le sostanze chimiche, le emissioni in atmosfera e la produzione di rifiuti pericolosi per il nostro benessere.

Noi aziende siamo chiamate a mettere ordine in questa confusione di concetti, attraverso normative e regolamenti tecnici, emanati purtroppo all’ultimo momento, spesso complicate da comprendere e sopratutto da mettere in pratica. Le nostre associazioni tecniche ci danno suggerimenti. In caso contrario dovremmo avere dei legali nel nostro parco di lavoratori e, spesso, dobbiamo affidarci a consulenti esterni competenti nei singoli argomenti e nelle specificità. Parlavo l’altro giorno con un imprenditore e ci siamo confrontati su questi temi: risparmio energetico, energie alternative, prodotti ibridi, diminuzione dell’inquinamento, riciclaggio di materiali e di prodotti, rispetto dello smaltimento dei rifiuti. Siamo stati perfettamente d’accordo che noi aziende dobbiamo impegnarci a sostenere l’ambiente green non solo come belle parole, spesso citate nella nostra Mission e Codice Etico. Le aziende del nostro settore sono particolarmente impegnate già da anni a fare ricerca per migliorare le efficienze dei prodotti per il riscaldamento sia domestico che industriale ed abbassare in modo significativo le emissioni inquinanti.

Apen Group è tra le prime Aziende che ha progettato bruciatori premiscelati, potete leggere a questo link

Collaboriamo tutti per sostenere il nostro pianeta!